Il nostro viaggio a Praga: prima parte

La prima volta che sono stato a Praga era il 2011. Ero giovane ed allora pensavo più a divertirmi che a conoscere le bellezze delle città che visitavo. Per questo negli ultimi tempi l’idea di un viaggio a Praga si era fatta sempre più insistente ed ecco che, agli inizi di questa primavera, io e Ambra abbiamo prenotato un volo per 5 giorni nella capitale ceca.

Siamo partiti dall’aeroporto di Pisa alle 13:50 in perfetto orario con volo Ryanair ed in poco più di un’ora e mezzo eravamo già a destinazione. Per raggiungere il nostro alloggio, il Timmy Apartment, decidiamo di usufruire di uno dei tanti taxi fuori dall’aeroporto. Nei prossimi giorni scriveremo un articolo su come raggiungere il centro di Praga ma intanto vogliamo mettervi in guardia sui tassisti. A Praga i taxi sono uno strumento molto utilizzato per gli spostamenti e nemmeno troppo cari. Purtroppo, però, molti sono i furbi che gonfiano le tariffe, specialmente con i turisti. E noi ci siamo cascati in pieno!

Avevamo calcolato una spesa di circa 600 corone ceche (poco più di 20 euro) per il trasferimento ma, memore dal 2011, ho chiesto prima di partire quale sarebbe stato il costo indicativo. La risposta è stata qualcosa tipo “c’è il tassametro per quello” e già lì sentivo puzza di bruciato. All’arrivo il conto era chiaro: 893 corone. Ben 12 euro in più di quello che pensavamo.

Smettiamo di pensare a questo inconveniente e facciamo conoscenza con il simpaticissimo Timmy che ci ospiterà nel suo appartamento per questo viaggio a Praga. Il tempo di sistemarci in camera e siamo già fuori. Il nostro alloggio si trova a due passi dal castello di Praga, in una zona collinare che regala una vista splendida sulla città. Il sole stava già tramontando e quindi decidiamo che la prima tappa sarebbe stata proprio la collina di Petřín. Oltre al panorama incredibile qui sorge la torre di Petřín, quella che i praghesi tendono a definire la loro torre Eiffel.

viaggio a praga collina di petrin

Dopo esserci riempiti gli occhi con le splendide vedute sulle luci della città ed aver rinnovato il treppiede portatile per la reflex iniziamo lentamente a scendere verso il centro assaporando gli eleganti edifici che compongono il quartiere Malà Strana fino a giungere ai piedi del Ponte Carlo.

v

Vaghiamo alla ricerca di un locale dove poter mangiare qualcosa. Per il primo giorno non avevamo pensato a niente in particolare e così, dopo molto camminare, ci fermiamo da U Parlamentu. Una specie di risto-pub piuttosto affollato nel cuore della città vecchia. Non si tratta del locale meno turistico della città ma è molto frequentato dalla gente del posto e dagli italiani. Eh sì, siamo ovunque!

Ci consoliamo con due zuppe, un gulasch e una lombatina di vitello alla panna. E quando diciamo panna intendiamo proprio quella dolce che si usa mettere sulle fragole. Ovviamente il tutto corredato da due Staropramen. I cechi vantano il primato per il consumo di birra pro-capite e noi non possiamo essere da meno. Comunque, nonostante il particolare abbinamento vitello-panna dobbiamo ammettere che era tutto davvero squisito e la spesa ridotta: nemmeno 12 euro a testa!

ambra viaggio a praga

Sì,quella è panna montata

Prima di rientrare in albergo per un po’ di meritato riposo ci concediamo qualche liquore e qualche birra al Popocafetl della città vecchia. Un locale che è una mia vecchia conoscenza dove con 4 euro a testa ci scoliamo 4 birre e 4 chupitos.

La mattina del 27 marzo ci svegliamo di buon’ora e, dopo una colazione piuttosto energetica, ci diciamo verso il Castello di Praga. E’ forse il monumento più visitato della città e noi abbiamo la fortuna di averlo a pochi minuti a piedi dall’alloggio. Nonostante sia molto presto l’affluenza è già notevole. Per entrare occorre passare sotto ai metal detector proprio come in aeroporto. Però lasciatevi dire che ne vale veramente la pena.

Se non avete mai visto il castello di Praga non immaginatevi la classica fortezza circondata da mura fortificate e torri. Questo monumento è più un insieme di edifici storici importantissimi che, si possono dire, aver dato il via a questa città nel IX secolo. E’ anche il castello più grande del mondo e noi ci stiamo camminando dentro. Che emozione!

Si può girare liberamente nella zona del castello ma per avere accesso alla maggior parte degli edifici occorre pagare il biglietto. Qui ci sono due possibilità: la visita breve che comprende Vecchio Palazzo Reale, Basilica di San Giorgio, Vicolo d’oro, Cattedrale di San Vito e costa 250 corone (10 euro) e la visita lunga che consente anche l’accesso alla torre delle polveri, palazzo Rosenberg ed all’esposizione “Storia del Castello di Praga” e costa 350 corone (14 euro).

chiesa di san giorgioBasilica di San Giorgio

Noi abbiamo optato per la visita completa e così ci siamo subito immersi nella storia di questo luogo. Ci è piaciuto moltissimo il Vicolo d’Oro, chiamato così perché abitato in passato da orefici. Anche il grande scritto Kafka passò qui due anni della sua vita dove si dedico completamente alle sue opere. Oggi le colorate casette del Vicolo d’Oro sono la meta preferita dagli instagrammers ed al loro interno ospitano caratteristici negozietti di souvenir e ricostruzioni delle stanze di una volta.

vicolo d'oroUna piccola casetta del Vicolo d’oro

Menzione a parte per la cattedrale di San Vito. Se i suoi esterni con le sue guglie gotiche sono affascinanti gli interni non sono certo da meno. Altissime arcate che fanno da cornice alla vetrata istoriata Art Nouveau di Mucha e la bellissima tomba di San Giovanni Nepomuceno. Un capolavoro barocco realizzato in argento e sormontata da un baldacchino di velluto rosso sorretto dagli angeli.

san vitoCattedrale di San Vito
san vitoCattedrale di San Vito
san vitoPorta d’oro
san vitoIl Rosone di Mucha
san vitoTomba di San Giovanni Nepomuceno

Fra un edificio e l’altro la visita al castello di Praga ci ha tenuti occupati per ben 4 ore. Nemmeno ci saremmo accorti del tempo passato se non fosse che i nostri stomaci iniziavano a reclamare del cibo. Ci dirigiamo di nuovo verso Ponte Carlo attraverso Nový Svět, la stessa via percorsa la sera prima ma che di giorno offre il meglio di sé.

Da buoni golosi decidiamo di pranzare con qualcosa di dolce ed a Praga è pressoché impossibile camminare senza essere attratti dall’odore dei Trdelnik. Ogni due passi c’è un chiosco che li vende e, anche se molto turistici e non originari della città, sono buonissimi. Si tratta di coni di pane dolce cosparsi di pane e cannella e talvolta riempiti con cacao, gelato, frutta e altre leccornie.

Ce ne prendiamo due ripieni di gelato e fragole e li gustiamo ai piedi di Ponte Carlo. A pancia piena riprendiamo il cammino nella così detta isola di Kampa. Non di tratta di un’isola nel senso letterale del termine ma un lembo di terra compreso fra il fiume Moldova e un canale detto del Diavolo.

Questo angolo è uno dei più pittoreschi di Praga ed è soprannominato la piccola Venezia per i suoi ponti ed i suoi canalini. Il suo simbolo è il mulino del Gran Priore, un mulino antichissimo ed ancora in funzione. Moltissime sono le attrazioni in questa zona: dal muro di John Lennon con i suoi graffiti di pace fino al museo di Kafka.

Per le vie di Praga…
Mulino del Gran PrioreMulino del Gran Priore
vMuro di John Lennon

L’isola di Kampa è l’ideale anche per chi vuole rilassarsi nei suoi giardini ma anche per andare alla scoperta di alcune opere di David Černý, scultore famosissimo in Repubblica Ceca per le sue opere controverse. Ci siamo quindi trovati di fronte ai bambini giganti che avevamo già visto sulla torre della tv ed alla scultura Piss che rappresenta due uomini eretti che fanno letteralmente pipi sulla Repubblica Ceca. Una fontana decisamente particolare.

I bambini di Černý
Piss

Sempre nell’isola di Kampa, vicino al museo di Kafka, c’è il vicolo più stretto di Praga. Così stretto che necessitare di un semaforo per l’attraversamento. Peccato che non tutti tendano a prenderlo sul serio trovandosi così coinvolti in collisioni inaspettate!

vicolo più stretto di praga

Continuiamo il nostro viaggio a Praga dirigendoci verso Nové Mesto, ovvero la città nuova di Praga. Nonostante il nome questo quartiere ha origini antichissime. Fu fondato dal re Carlo IV a metà del XIV secolo. Oggi questa parte della città è estremamente vivace e piena di negozi e locali. Qui l’art Nouveau si mescola al barocco e gli edifici colorati affacciati sulla Moldava sono uno spettacolo.

La prima tappa è la Casa Danzante. Un edificio ormai famosissimo, soprattutto sui social, per la sua forma assai bizzarra. Come due ballerini che si abbracciano in una danza senza fine. E’ stata soprannominata Fred & Ginger per la somiglianza con i due famosi ballerini Fred Astaire e Ginger Rogers.

casa danzante praga

Passeggiando per Nové Mesto ci capita di imbatterci, proprio all’uscita di un centro commerciale  piuttosto anonimo, in un enorme testa rotante in acciaio raffigurante Kafka. E’ la libera interpretazione de “La Metamorfosi” di David Černý e va ad aggiungersi alla lista delle sue stravaganti opere. E’ sempre affascinante vederla roteare e cambiare forma ad ogni secondo.

Poco distante da qui un’altra opera di Cerny fa bella mostra di sé. Si trova all’interno del centro commerciale Lucerna, che già di per sé è un gioiello Nouveau, e se ne sta appesa al soffitto. Si chiama Kun e rappresenta San Venceslao a dorso (più o meno) di un cavallo morto a testa in giù.

cerny

Un’opera decisamente controversa che prende in giro la statua equestre del santo nell’omonima piazza. Dalla galleria Lucerna a piazza Venceslao il passo è breve. Giusto due passi e siamo già su questo viale lunghissimo che ricorda vagamente gli Champs Elysees di Parigi.

Ricordo che nel 2011 questa piazza non mi piacque più di tanto. Un sentimento che comunque molti turisti condividevano con me. Devo dire che durante questo viaggio a Praga mi sono ricreduto. Sarà per la consapevolezza dell’importante ruolo che questa piazza ha avuto durante la storia ceca ma ho davvero apprezzato camminare lungo questa via.

piazza venceslaoPiazza Venceslao

Era ormai l’ora di cena ed ho insistito molto per andare da U Sumavy, un ristorante in cui ero stato nel 2011 e che mi era piaciuto moltissimo. Quella che 8 anni prima era una vera e proprio trattoria ceca è oggi molto cambiata. Se, una volta, sembrava di essere a cena dalla nonna adesso l’atmosfera è leggermente più formale ma si mangia ancora molto bene ed a prezzi decisamente ottimi.

Optiamo per due zuppe, un’anatra arrosto con tortino di patate ed un gulasch. Il tutto condito da due birre per un totale di 645 corone ceche (12 euro a testa). Che dire, noi lo consigliamo vivamente!

anatra arrosto

Si conclude così il nostro secondo giorno di questo viaggio a Praga. Abbiamo camminato moltissimo ed ancora tante cose da raccontarvi. Continuate a seguirci per la seconda parte!

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