Rocchetta Mattei, la nostra visita

Se vi trovate nel cuore degli appennini tosco-emiliani, precisamente nella frazione di Grizzana Morandi in provincia di Bologna, ed improvvisamente vi imbattete in un edificio che sembra arrivare direttamente da “Le notti d’Oriente” non spaventatevi, non avete sbagliato strada e non vi siete persi! Avete semplicemente raggiunto Rocchetta Mattei, il surreale castello fatto costruire nel 1850 dal conte Cesare Mattei non solo come dimora, ma anche come luogo di studio e pratica della sua medicina: l’Elettromeopatia.


A circa un anno dalla sua riapertura, avvenuta per merito della fondazione Carisbo che ne ha finanziato il progetto di ristrutturazione, siamo finalmente riusciti a varcare le soglie di questo luogo magico.

Fu lo stesso Conte a progettare il castello, impiegando ben 25 anni per realizzare il progetto, facendo in modo che le torri corrispondessero ai pianeti del sistema solare della mappa Copernicana. Come nella sua medicina anche l’architettura avrebbe dovuto rispettare il giusto equilibrio fra le parti creando una relazione armonica fra microcosmo e macrocosmo che avrebbe giovato a tutti coloro che si sarebbe sottoposti alle sue cure. Pensate che Dostoevskij gli dedicò addirittura una menzione nel romanzo: “I fratelli Karamazov”.

Numerosi sono gli stili che caratterizzano Rocchetta Mattei, si spazia dalle cupole a forma di cipolla tipicamente russe fino ad arrivare alle geometrie moresche e arabe che ne adornano sale e cortili. Questa mescolanza di stili è dovuta ai numerosi viaggi che il Conte aveva compiuto prima di stabilirsi fra queste colline. Come non riconoscere l’influenza Andalusa della Mezquita di Cordoba nella sala della musica o dell’Alhambra di Granada nel cortile dei leoni.

Molti segreti riguardanti la simbologia a tratti esoterica del castello il Mattei se li è portati nella tomba. Ad oggi sappiamo che il Conte dava molta importanza al legame fra bene e il male: ad esempio la figura del leone, elemento spesso ricorrente, simboleggiava forza e sicurezza e serviva ad infondere ai pazienti sicurezza e forza, come a dire: “Adesso che siete nelle mie mani nessun dolore deve spaventarvi“.
A fare da contrapposizione figure maligne come un un ippogrifo e l’arpia che regge il mondo, cercano invano di varcare le soglie di Rocchetta Mattei.

Dopo la scomparsa del Conte fu il figlio adottivo Venturoli a completarne le sale adottando uno stile tipicamente Liberty.



Il castello è visitabile, su prenotazione, ogni weekend dell’anno, per maggiori informazioni vi rimandiamo a questo articolo che vi spiega tutte le modalità per prenotare ed un piccolo trucchetto per non spendere un centesimo: “Come visitare gratis Rocchetta Mattei”.

Fidatevi di noi, non ve ne pentirete!

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