Da ponte a ponte: itinerario della Grande Guerra sul Piave

Con i nostri articoli sulla Strada del Prosecco e sulle grotte del Caglieron abbiamo già provato a celebrare i pregi della marca trevigiana. E’ davvero difficile pensare che queste terre cento anni fa abbiano vissuto momenti di grande dolore e distruzione. Quello che oggi appare ai nostri occhi come un oasi di pace e bellezza fu teatro di alcune fra le più sanguinose battaglie della Prima Guerra Mondiale. Grazie all’Associazione da Ponte a Ponte, che da diverso tempo si occupa di rivalorizzare questi territori e che ci ha aiutato a stilare il nostro itinerario della Grande Guerra, abbiamo deciso di visitare questi luoghi che hanno, nel bene e nel male, fatto la storia del nostro paese.

Il nostro itinerario comincia da Vidor, città che fu interessata dal ripiegamento dell’esercito Italiano dopo la disfatta di Caporetto nel 1917. Gli abitanti riuscirono a trovare rifugio fuggendo alla destra del fiume Piave mentre le truppe che si trovavano alla sinistra resistettero strenuamente alle offensive dell’esercito Austro-Germanico provocandone perdite così ingenti da convincere gli ufficiali nemici a desistere dall’impresa.

Fontana ghiacciata nel centro di Vidor

Seguendo un sentiero alla sinistra del municipio del paese saliamo perCol Castello dove sorge il Tempio della Vergine Addolorata, monumento-ossario ai caduti della Prima Guerra Mondiale.

Facciamo il percorso inverso e, attraversando l’arteria principale della città, seguiamo il percorso che ci porta fino alla cima di Col Marcon. Lungo il percorso troviamo numerosi cartelli descrittivi che ci raccontano l’importanza che questo luogo ebbe durante il conflitto. Qua e là compaiono trincee, punti di osservazione e grotte utilizzati dagli austriaci per tenere sotto controllo lo zona. Bellissimo il panorama cha dal fiume Piave si estende fino al colle Montello.

Scendiamo di nuovo il colle fino ad imboccare una strada di campagna indicata da un bellissimo gelso secolare. Alla nostra destra sorge l’Abbazia benedettina di Santa Bona, edificio che non fu risparmiato dalla furia della guerra tanto che oggi di originali rimangono solo la chiesa ed il chiostro. L’interno non è visitabile se non in particolari eventi che si svolgono durante l’anno. Giungiamo infine sulle acciottolate rive del Piave, fiume sacro alla patria, in una zona che fino ai primi anni del ‘900 era adibita a porto fluviale. Con un silenzio quasi surreale e nessun’anima viva oltre a noi ci godiamo un paesaggio che sembra arrivare da paesi lontani.

Torniamo alla nostra auto e partiamo in direzione Moriago della Battaglia, prossima tappa del nostro itinerario della Grande Guerra. Una stradina sterrata ci accompagna all’interno di un vasto parco della memoria dove sono indicati due sentieri tematici: storico e botanico. Noi optiamo per il sentiero storico e dopo una camminata fra natura e monumenti a memoria degli eventi bellici giungiamo sul greto del fiume Piave. Questa zona viene chiamata Isola dei Morti e deve il suo nome al fatto che questo lembo di terra, bagnato dal fiume, era completamente ricoperto di cadaveri e i sopravvissuti furono costretti a farsi largo in questo scenario agghiacciante.

 

Il nostro itinerario della Grande Guerra si conclude qui, ammirando lo stesso tramonto che i nostri antenati cento anni prima osservavano sperando di sopravvivere ad un’altra notte fredda e pericolosa. L’augurio più grande è che nessuno debba rivivere ciò che persone come noi hanno tristemente vissuto.

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