Sulle orme dei papi: l’Eremo di San Bartolomeo in Legio

Che la Majella fosse un autentico scrigno di tesori non servivamo certo noi per scoprirlo. Fatto sta che mai ci saremmo immaginato che anche questo lato d’Abruzzo celasse così tante bellezze da lasciarci a bocca aperta ad ogni passo. Abbiamo iniziato a scoprirla grazie al bellissimo trekking nella Valle dell’Orfento ma è quando ci siamo trovati davanti all’Eremo di San Bartolomeo in Legio che non potevamo credere ai nostri occhi.

Prima di parlarvene torniamo indietro di un migliaio di anni.

panorama

Era il 1250 quando tal Pietro da Morrone, colui che sarebbe diventato papa Celestino V, decise di prendere un vecchio eremo e ristrutturarlo completamente. Ventiquattro anni dopo, nel 1274, il futuro papa si sarebbe trasferito qui per almeno 2 anni.

Fin ad adesso nulla di troppo strano se non fosse che questo spettacolare eremo è costruito su uno strapiombo alto 700 metri e, praticamente, incastonato nella roccia dalla quale sporge come un bellissimo diamante. Inoltre la strada per arrivarci è tuttora piuttosto difficile da percorrere, provate ad immaginare come doveva essere 1000 anni fa!

matteo eremo San Bartolomeo

Come arrivare all’Eremo di San Bartolomeo in Legio

Ci sono vari sentieri per arrivare all’Eremo di San Bartolomeo in Legio e nessuno di essi vi risparmierà una bella dose di fatica. L’accesso può avvenire da quattro differenti scale: quella a sud composta da 30 gradini piuttosto irregolare, quella a nord molto più lunga e due nella balconata centrale, una delle quali è detta Scala Santa.

eremo visto dal basso

Noi abbiamo optato per il sentiero che arriva dal borgo di Roccamorice e che ci avrebbe condotto all’ingresso sud. Il percorso è inizialmente piuttosto semplice e battuto ma via via che si avanza si fa sempre più ripido e selvaggio. Occorre avere buone scarpe da trekking e guardare dove si appoggiano i piedi per evitare brutte storte.

C’è da dire che il paesaggio che il parco nazionale della Majella offre è sempre uno spettacolo unico. L’eremo, come mimetizzato all’interno della roccia, non si mostra noi fin quando non scendiamo con molta attenzione i 30 gradini scavati nella pietra.

ingresso eremo San Bartolomeo in legio
L’arrivo all’Eremo

Una parete color crema e affreschi danneggiati dall’intemperie del tempo. Sulla destra una balconata dalla quale ammirare uno dei più importanti polmoni verdi d’Italia.

eremo di san bartolomeo in legio

Siamo senza parole davanti ad uno spettacolo simile. L’interno della chiesa è piuttosto piccolo e sobrio, come si può immaginare per un eremo. L’altare ospita una statua lignea di San Bartolomeo con un coltello in mano per ricordare il suo martirio da scorticamento.

interno eremo San Bartolomeo in legio con statua

La tradizione del 25 agosto

Ogni 25 agosto la statua del santo viene portata in processione da un gran numero di fedeli. Il rito ha inizio all’alba quando nell’eremo viene svolta la santa messa. Dopo di questo la statua viene trasportata in maniera solenne presso le rive del fiume Capo la Vena dove tutti i pellegrini si bagnano seguendo una tradizione antichissimo. Fino al 9 settembre la statua verrà poi esposta al culto presso la chiesa del paese prima di essere riportata al suo posto nell’eremo di San Bartolomeo in Legio.

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