Diario di viaggio: weekend a Bruxelles e Bruges – giorno 3

Dopo la bella ma piovosa giornata passata a Bruges, il terzo e ultimo giorno del nostro weekend lo dedichiamo ancora a Bruxelles.

Giorno 3 – 21/02/2016

Dormiamo fino a mezzogiorno, passeremo la notte in aeroporto quindi abbiamo deciso di arrivarci il più riposati possibile.

Lasciamo le valigie nel deposito bagagli del nostro caro Scandic Hotel e andiamo alla ricerca di un buon ristorante per concederci un bel pranzetto con i fiocchi.
Volevamo andare al Peck 47 ma troviamo ad attenderci una fila che arriva addirittura in mezzo alla strada quindi optiamo per Bia Mara, un piccolo locale specializzato in Fish & Chips.

Dedichiamo qualche minuto allo studio del menu e alla fine Deborah opta per dei gamberoni fritti mentre io, Matteo, per il piatto del mese: Malaysian Curry Fish & Chips con ketchup piccante all’ananas. Il tutto accompagnato da acqua minerale e da una birra Vedett Ipa.

Squisito ed economico, spendiamo circa 24 euro in totale.

Deborah si concede un gaufre in uno dei tanti chioschetti in centro città e solo adesso siamo pronti per andare a visitare la Cattedrale di San Michele e Santa Gudula.

Facilmente individuabile grazie ai due campanili gemelli, la cattedrale è un classico esempio di architettura gotica francese, non a caso ricorda la più celebre Notre-Dame de Paris.

L’interno presenta vari stili architettonici, dal barocco al rinascimentale, ed ad attrarre l’attenzione è il bellissimo pulpito di Adamo ed Eva rappresentante la loro cacciata dall’Eden.

Proseguiamo il nostro percorso fino al Parc de Bruxelles e all’adiacente Palazzo Reale. Il re e la sua famiglia non vivono più in questa struttura che viene invece utilizzata per ospitare i capi di governo stranieri durante le loro visite ufficiali.

Normalmente chiuso al pubblico, il Palazzo Reale resta aperto ogni anno ai visitatori per circa due mesi in occasione della festa nazionale del Belgio.

Il nostro cammino continua su Rue de la Régence fino a quando non vediamo in lontananza il palazzo di Giustizia, impossibile non notarlo visto che è più grande della basilica di San Pietro e per la struttura che a noi ha ricordato l’Egitto.

La tour inimitable in lontanza e una citazione “Magrittiana”

Utilizzando la Tour Inimitable della Grand Place come stella polare ci incamminiamo verso il centro città alla ricerca del Manneken Pis, simbolo di Bruxelles, ovvero una statuetta di bronzo alta una cinquantina di centimetri e rappresentante un bambino che fa la pipì. Ci passiamo davanti quasi senza accorgercene e molto probabilmente avremmo tirato a dritto se non fosse stato per la massa di turisti che si accalcavano per una foto.

Solitamente nudo, noi abbiamo avuto la fortuna di vedere il caro bambino indossare un abito fatto di pagine di giornale.
Le signorine saranno invidiose ma Manneken ha un guardaroba di oltre 800 capi, visibili al museo della Maisons du Roi, e in certe occasioni viene vestito di tutto punto.

Per non farci mancare nulla andiamo a trovare anche Jeanneke Pis, la sorellina del più famoso Manneken, anche lei intenta a fare i suoi bisognini nascosta dietro una grata in una stradina vicino al centro.
A completare questa simpatica famiglia di incontinenti c’è anche il Zinneke Pis, un cagnolino intento a fare pipì con la zampa alzata.

Da un simbolo di Bruxelles all’altro non potevamo farci mancare una visita al museo della cioccolata Choco-Story. Paghiamo il biglietto 6 euro a testa e, dato che dovevamo aspettare mezz’ora per la dimostrazione, vaghiamo per il piano superiore dove apprendiamo molto sulla storia, lavorazione e trasformazione del cioccolato.
Prima della visita guidata c’è tempo per degustare vari tipi cioccolato –bianco, al latte, fondente 50% e 72% – e intingere i mitici Speculoos alla cannella sotto una fontana di cioccolato liquido.
Solo a ripensarci ci torna l’acquolina.

Alla fine è prevista una nuova degustazione, che ovviamente non ci perdiamo, e grazie all’amicizia stretta con il Maitre Chocolatier riusciamo anche a portarci a casa un sacchettino pieno di praline.
Visita al museo della cioccolata di Bruxelles assolutamente consigliata!

Chiudiamo la serata nonché ultimo giorno in Belgio con una bevuta al famoso pub A la Mort Subite, nome dovuto all’ultima mano di un gioco di carte che gli operai in pausa giocavano in questo locale prima di rientrare a lavoro.

L’ambiente è particolarissimo, sembra infatti che dalla sua apertura 80 anni fa niente sia cambiato, ma quello che importa sono le birre e qui ce ne sono per tutti i gusti. Da provare anche la birra della casa, prodotta direttamente da loro tramite fermentazione spontanea e mescolando un lambic giovane ad uno più vecchio, dal gusto amaro e servita a temperatura ambiente.

Noi optiamo per una Hornes, una birra di tipo IPA dal gusto amaro ma non troppo. Abbiamo apprezzato.

Una piccola precisazione: non aspettatevi dai camerieri simpatia o educazione perché qui non ne troverete.
Ma forse il bello di A la Mort Subite è proprio questo, il non aver perso autenticità nonostante la clientela sempre maggiore.

Purtroppo l’ora è tarda e noi dobbiamo recarci a Gare Du Midi per prendere l’ultimo autobus che ci porterà in aeroporto dove, come vi abbiamo già detto, passeremo la notte prima di prendere l’aereo Ryanair alle 6:30 che ci riporterà a casa.

In fin dei conti vi consigliamo di non fidarvi di chi vi dice che in Belgio non c’è niente da vedere, Bruges è bellissima e Bruxelles nasconde delle perle che meritano di essere viste.
Noi torneremo sicuramente perché abbiamo un conto in sospeso con GandAnversa, nel frattempo ci auguriamo che il nostro diario di viaggio vi sia piaciuto e che vi abbiate trovato qualche spunto utile per il vostro prossimo weekend in Belgio.

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