Diario di viaggio: weekend a Bruxelles e Bruges – giorno 2

Dopo il piccolo assaggio della capitale siamo pronti a continuare il nostro weekend in terra belga con una metà che sognavamo da tantissimo tempo: Bruges!

Giorno 2 – 20/02/2016

Ci svegliamo intorno alle 9:00, pronti e via! Ci dirigiamo verso la stazione Centrale dove prenderemo il treno che in meno di un’ora ci porterà a destinazione. Avevamo acquistato i biglietti su internet sfruttando la tariffa “weekend” che da diritto al 50% di sconto.

Una volta arrivati alla stazione ci siamo fermati all’ufficio turistico, lo trovate poco prima dell’uscita sulla destra, dove ci siamo armati di cartine e brochure varie.

Per raggiungere il centro potrete prendere il bus-navetta al costo di 1,20 euro oppure, come abbiamo fatto noi, andare a piedi e cominciare ad ammirare le costruzioni in stile fiammingo, i canali e i ponti che rendono questo borgo medievale così celebre.

Non è ancora mezzogiorno, sta cominciando a piovere e noi siamo affamatissimi. Prima di cominciare il nostro tour decidiamo di cercare un ristorante per rifocillarsi e la scelta cade sul ristorante Jan van Eyck. Affacciato sulla piazza omonima, e dedicata al grande pittore fiammingo, il ristorante è una piccola e intima brasserie dove gustare piatti tipici e non. Optiamo per il menu turistico che con 12,50 euro prevede bistecca, insalata e un vaso di patatine fritte. Il tutto accompagnato da una birra Passchendaleper Matteo e una Brugse Blond per Deborah. Indovinate chi le ha bevute entrambe alla fine?

Finalmente sazi come non lo eravamo da due giorni partiamo alla scoperta di Bruges. La prima tappa è il Grote Markt, la piazza del mercato, circondata da stupende case fiamminghe con i tetti a gradoni, lo Stadhuis e il Belfortche con la sua torre civica alta 83 metri, patrimonio UNESCO, domina la piazza e la città.

Alla non proprio modica cifra di 10 euro è possibile salire i suoi 366 gradini e godere di una vista pazzesca. Nei giorni di sole si riesce a vedere anche il mare.

Purtroppo il tempo non è dalla nostra parte e oltre alla pioggia battente si è alzato anche un vento fastidioso che mette KO uno dei nostri 2 ombrelli.

Ci ripariamo nel cortile del Belfort e quando il maltempo sembra aver dato un pizzico di tregua ripartiamo alla volta della piazza del Burg, non prima di aver fatto una foto al canale Rozenhoekdaai, probabilmente il punto più fotogenico di tutta Bruges.

Affacciati sulla faccia del Burg sorgono il Municipio, l’edificio pubblico più vecchio della città, e la Basilica del Sacro Sangue dove è possibile ammirare gratuitamente una reliquia contenente quello che si dice essere il sangue di Cristo.

Il tempo peggiora ulteriormente e rinunciamo alla visita della Chiesa di Nostra Signora, con la sua torre alta 122 metri e contenente la scultura Madonna col Bambino di Michelangelo, e ci rintaniamo al Choco Jungle Bar, un locale ispirato ai paesi “cioccolatosi” dell’America Sud-Centrale ma che serve solo cioccolato belga. Un vero paradiso per golosi.

Ci concediamo una cioccolata calda e un gaufre a testa.

Aspettiamo invano che il tempo migliori così decidiamo di fare un salto al museo delle patatine fritte, proprio a due passi da dove eravamo noi.

Il biglietto d’ingresso costa 7 euro e sinceramente non è che ne valga eccessivamente la pena, a meno che le patatine fritte non siano la vostra ragione di vita.

Putroppo è giunto il momento di fare ritorno in albergo,  per arrivare alla stazione facciamo comunque il giro lungo. Non potevamo certo perderci i famosi beghinaggi fiamminghi, patrimonio UNESCO, un tempo sede di associazioni religiose volte alla ricerca di una rinascita spirituale conducendo una vita monastica ma senza voti.

Come all’andata il treno è puntuale e in circa un’ora siamo in albergo. Ci concediamo una doccia calda dopo tutta l’acqua presa a Bruges e ci infiliamo sotto le coperte. Che sonno!

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