Civita di Bagnoregio: la città che muore

Durante il nostro weekend in Tuscia in cima alla lista che luoghi da visitare avevamo messo Civita di Bagnoregio. Questo affascinante borgo si trova nel Lazio ed è famoso, suo malgrado, per i nomignolo “Città che muore” che pesa come una spada di Damocle sulle sue spalle e su quelle delle 12 persone che vi abitano.
Il perché di questo appellativo va ricercato nella conformazione tipica di questo territorio. Il borgo sorge su uno sperone di tufo che, come tutta la vallata, è soggetto all’erosione di due torrenti, alla pioggia e al vento.

Per accedere al paese occorre versare un contributo di 1,50 euro, destinati ad enti e associazioni preposti alla conservazione del borgo, e percorrere il suggestivo ponte fra i calanchi di tufo. Prima di percorrere i 300 metri che ci separano da Civita di Bagnoregio restiamo estasiati ad ammirare questo panorama davvero più unico che raro.La porta che permette l’accesso al borgo viene chiamata “Porta Cava“, o “Porta di Santa Maria“, e racconta con le sue sue decorazioni la storia di questo luogo. I due leoni agli angoli dell’ingresso simboleggiano la vittoriosa rivolta dei bagnoresi contro il dominio dei Monaldeschi di Orvieto.

A questo punto il consiglio che ci sentiamo di darvi è di fare come noi e di perdervi fra le viuzze di questo splendido paese. Ogni angolo ci riserva uno scorcio particolare e, se siete appassionati di fotografia, questo sarà il vostro paradiso!
Ma anche per gli amanti della buona cucina Civita sarà una piacevole sorpresa. Indecisi su quale, fra i molti ristoranti presenti, decidiamo di fermarci da Osteria Al Forno da Agnese e, fra pici, salumi e vino locale, restiamo soddisfatti sia nel gusto che nel conto.

Dopo esserci rifocillati continuiamo a passeggiare fra gli edifici medievali e facciamo amicizia con un gran numero di gatti che, in questa splendida giornata, si godono il sole primaverile.Recentemente il paese è stato candidato a Patrimonio Unesco e gli auguriamo con tutto il cuore di ottenere questo prestigioso riconoscimento che, soprattutto, porterebbe nuovi investimenti atti a salvare questo luogo meraviglioso.

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