Due passi a Modena: il nostro itinerario

Modena è una città perfetta per una domenica fuori porta. Perfetta per chi cerca arte e per chi un’esperienza culinaria superiore. Non per niente è la provincia italiana con il più alto numero di denominazioni di origine e indicazioni geografiche.

Noi, dal canto nostro, abbiamo deciso di visitarla per aggiungere un altro tassello alla lista dei patrimoni UNESCO visitati. Anche se abitiamo ad un’ora di macchina da qui abbiamo sempre rimandato perché “dai, è vicina, ci andiamo quando vogliamo” ed alla fine non ci venivamo mai.

Adesso che ci siamo stati possiamo ammettere che non farlo prima è stato un grandissimo sbaglio!

Modena è colori, sapori, è consapevolezza di aver moltissimo da offrire ma al tempo stesso umile ed a misura d’uomo.
In questo articolo vogliamo parlarvi di questa bella città e del nostro itinerario in un giorno:

Parcheggiamo la nostra auto nel parcheggio libero nel piazzale Tien An Men, proprio accanto allo stadio, e ci dirigiamo verso il centro storico passando attraverso il foro Boario.

Abbiamo la fortuna di imbatterci in un corteo di auto sportive e, sebbene non ne siamo appassionati, veder sfilare di fronte a noi Ferrari d’epoca e moderne è stato proprio un bello spettacolo!

Proseguiamo a piedi lungo via del Voltone fino a giungere in Piazza della Pomposa. Con le sue casette colorate questo è forse l’angolo più suggestivo di tutta Modena. Qui sorge, oltre alla chiesa omonima, il cosiddetto Fonticolo dell’Oste, dono del ristoratore Telesforo Fini, celebre per aver esportato in tutto il mondo i prodotti del territorio.
Una simpatica targa recita in un latino decisamente maccheronico: “In dono da Telesforo Fini, negoziante modenese, alla sua città per l’eccessiva acqua che ha messo nel vino”.

Seguendo via Emilia per ancora pochi passi giungiamo in Piazza Grande che, insieme alla torre Ghirlandina ed al Duomo, costituisce dal 1997 il patrimonio UNESCO della città.
La prima pietra del Duomo fu posata oltre 900 anni fa, nel 1099, per volere della comunità cittadina che richiedeva una cattedrale degna di contenere le spoglie del patrono San Geminiano. L’architetto fu Lanfranco mentre le opere scultoree furono commissionate a Wiligelmo. Il risultato fu un capolavoro di arte romanica che, nel corso degli anni, venne ornato di particolari barocchi e gotici più pertinenti al gusto dell’epoca.

A fianco del Duomo sorge la Ghirlandina, una torre alta 86 metri ormai diventata il simbolo della città. Il suo nome sembra derivare dalle ghirlande che caratterizzano la sua guglia, tuttavia secondo alcuni è dovuto alla somiglianza con la torre Giralda di Siviglia.
Paghiamo 3 euro di biglietto e ci accingiamo a percorrere i 200 gradini che ci separano dalla Sala dei Torresani, l’ultima visitabile. Sopra di noi soltanto la cella campanaria e la bianchissima guglia.

Una simpatica guida ci spiega che questa sala un tempo era abitata dei guardiani della città, mostrandoci i resti di quelle che erano le loro stanze e i capitelli che ornano le trifore, ad opera dei maestri Campeonesi, che raffigurano la storia di un giudice corrotto ed il re David circondato da ballerine danzanti.

Ci concediamo un’ultima visita di Modena dall’alto prima di scendere. Una sosta obbligatoria è nella sala affrescata della Secchia Rapita, simbolo della vittoria dei modenesi sui bolognesi nella battaglia di Zappolino nel 1325.

Proseguiamo il nostro itinerario di Modena in un giorno attraversando le case in stile liberty che contraddistinguono il ghetto ebraico fino a giungere ai piedi dell’imponente Palazzo Ducale. Qui ci concediamo una piccola sosta per consumare il nostro pranzo al sacco prima di riprendere il nostro cammino per l’ultima tappa in città.

Avendo strategicamente programmato la visita la prima domenica del mese approfittiamo dei musei aperti e ci dirigiamo verso la Galleria Estense che visiteremo senza spendere un centesimo. Custodita nel Palazzo dei musei, complesso museale che raccoglie svariate attrattive, la Galleria Estense è una delle galleria più antiche d’Italia ed espone le collezioni d’arte degli Este, mecenati e duchi della città.

Ci vorrebbe troppo tempo per raccontarvi tutto ciò che abbiamo visto nelle 16 sale di questo museo. Se siete amanti dell’arte sicuramente la Galleria Estense è una tappa che dovete inserire nel vostro itinerario di Modena. Fra gli altri qui sono esposte opere di Tintoretto, Veronese,Velazquez ed anche del Bernini.
Il busto di marmo raffigurante Francesco I d’Este che trovate all’ingresso del museo fu realizzato dal Bernini senza mai aver incontrato il suo modello ma solo osservando due ritratti ricevuti nella sua bottega di lavoro a Roma. Il risultato fu talmente sorprendente che il duca, estasiato, pagò all’artista un’enorme somma di denaro.

Con questo piccola curiosità ci lasciamo Modena alle spalle, abbiamo ancora qualche ora a disposizione e vogliamo sfruttarle per visitare una particolare riserva naturale poco lontano.
Curiosi? Allora continuate a seguirci perché ve ne parleremo nei prossimi giorni!

Piccola precisazione: purtroppo abbiamo perso gran parte delle fotografie scattate a Modena. Quelle che trovate in questo articolo sono le uniche che siamo riusciti a recuperare.
Almeno abbiamo un’ottima scusa per tornare di nuovo!

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