Una giorno a Fes: perdersi nella Medina più antica del Marocco

Siamo arrivati a Fes di notte. Come la befana quando porta i chicchi ai bambini. Anche adesso che il viaggio è terminato devo capire chi fosse la befana e chi i chicchi. L’impatto con il Marocco e l’Africa è stato scioccante, un fulmine a ciel sereno per i nostri occhi non abituati a quello che stavamo per vedere.

La Medina di Fes, detta Fès el Bali, è la più antica del Marocco e vero tesoro della città. E’ stato il primo di sito della nazione a ricevere il riconoscimento di patrimonio dell’Umanità UNESCO ed è ancora oggi la città fortificata meglio conservata di tutto il mondo islamico.

Abbiamo messo piede nella Medina, dove avevamo l’alloggio, dopo mezzanotte e siamo andati alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti visto che non mangiavamo da pranzo. Ci fermiamo ad un chiosco piuttosto improvvisato che preparava panini ripieni di carne e spezie. Optiamo per il pollo, chiudendo gli occhi di fronte alle blatte che ronzavano intorno ai fornelli. Non so, forse era la fame, ma il panino era buonissimo. Ed ora tutti a nanna!

Una giorno a Fes: perdersi nella Medina più antica del Marocco

La mattina successiva ci svegliamo di buon ora, pronti per visitare la Medina insieme ad una guida ufficiale prenotata direttamente presso il nostro Riad. Prima però una bella colazione marocchina a base di uova, msemen, pane amlou, marmellate, burro e l’immancabile té alla menta.

Art Naji: la fattoria della ceramica

Facciamo la conoscenza di Mohammed, la nostra guida, e iniziamo la nostra giornata a Fes.
La prima tappa è la porta Bou Boujloud, principale ingresso della città, decorata con maioliche verdi per ricordare l’Islam e blu, colore di Fes. Con nostro stupore veniamo invitati a salire su un taxi direzione Art Naji, una delle tante fattorie della ceramica della città.

Porta Bou BoujloudPorta Bou Boujloud

Fes vanta un tradizione millenaria di artigiani ed una delle arti più apprezzate è proprio la ceramica.
La nostra destinazione è proprio poco fuori la Medina ed al suo interno, dopo un té alla menta, comincia il nostro tour alla scoperta della produzione di oggetti in ceramica. Si parte dalla scelta della materia prima, fino al modellaggio, poi le decorazioni ed infine la cottura e lo smalto.

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Dopo aver resistito alle lusinghe dei mastri artigiani che volevano in ogni modo venderci le loro opere rientriamo nella Medina. Pronti per perdersi nella follia del Marocco.

Inizia così un saliscendi di viuzze costeggiate da Souk, mercati tipici, che vendono qualunque cosa. Non sarà difficile trovare macellai con mezzene e carcasse di agnello penzolanti accanto a chioschi d’abbigliamento. Occorre fare attenzione, perché nonostante sia vietato il passaggio alle auto, capiterà spesso di udire le parole “Balak” ed allora fate presto a scansarvi perché un carretto trainato da un asino sta per invadere la corsia.

gatti impazienticrepes in preparazione a fes souk fesUna giorno a Fes: perdersi nella Medina più antica del Marocco Una giorno a Fes: perdersi nella Medina più antica del Marocco

Le strade sono fatiscenti. Escrementi d’asino, strani rigagnoli di acqua putrida, resti di cibo attorniati da gatti affamati. Il puzzo nauseabondo si mischia allora al profumo delle spezie in vendita in un caleidoscopio di sapori che vi faranno realizzare di essere veramente in Africa.

i colori di fes

Le concerie di Fes

La tappa successiva sono le concerie, dette Chouara. Degli enormi pozzi dove le pelli di animale, cammello e mucca su tutti, vengono lavorate e colorate. Per visitarle occorre entrare nei negozi di pelletterie o addirittura nelle case degli abitanti. La visita è gratuita anche se è buona abitudine lasciare una piccola mancia ad i proprietari. Qualora non lo vogliate, nonostante l’insistenza tipica dei marocchini, non sentitevi obbligati a comprare le loro merci!

Le concerie di Fes sono rinomate per il loro puzzo, in fondo vengono usati come addittivi urina di mucca e sterco di piccione, ed è per questo che vi verrà dato un rametto di menta da tenere sotto al naso per riuscire ad attenuare l’odore.

concerie di fes

Come abbiamo già detto gli artigiani di Fes sono fra i più rinomati ed il nostro tour è stato molto incentrato sulle specialità locali. Anche se probabilmente Mohammed ci ha guidato in questi negozi dove aveva un accordo sulle commissioni è stato molto interessante scoprire le cooperative che si occupano dell’olio di Argan, della seta, dei tappeti e del legno intagliato. Bellissimi sono anche i locali che ospitano queste attività, delle splendide case tipicamente marocchine ornate da alte colonne e maioliche.

cooperativa della seta cooperativa dei tappeti

Nonostante il dubbio che il nostro tour fosse più un giro alla ricerca di spillarci qualche soldo riteniamo che per visitare la Medina di Fes sia assolutamente necessaria una guida. Vi sfidiamo a non perdervi senza!

Le moschee di Fes e la Medersa Bou Inania

Le moschee della città non sono aperte ai non musulmani e ci è concesso di sbirciare i loro splendidi cortili solamente delle porte d’ingresso. La più importante è sicuramente la moschea Kairaouine, cuore spirituale di Fes e del Marocco, sede dell’università riconosciuta dal Guinness dei primati come “la più antica istituzione educativa esistente al mondo”.

moschea Kairaouine
moschea Kairaouine
ingresso moscheaIngresso di una moschea, a Fes se ne contano circa 300 diverse

Fra i pochi edifici musulmani aperti al pubblico abbiamo il piacere di visitare la Medersa Bou Inania, considerata da tutti come la scuola coranica più bella di tutta la città. Ammirando gli elaborati mosaici e grate decorate in legno di ottone non ci stupiamo di questo riconoscimento. Ci sono anche le stanza, vuote, dove gli studenti dormivano ed un minareto ricoperto di piastrelle verdi, unica Medersa ad averlo. L’ingresso costa 20 dirham, circa 2 euro, e la visita li vale fino all’ultimo centesimo.

Medersa Bou InaniaParticolare della Medersa Bou Inania

Finalmente è l’ora di pranzo e, manco a dirlo, la nostra guida ci porta in un ristorante di sua conoscenza perso fra le stradine della Medina. Il locale è bellissimo anche se decisamente turistico. Infatti oltre a noi gli altri commensali sono spagnoli e asiatici. Ciònonostante abbiamo mangiato benissimo assaggiando finalmente il famoso Tajine optando per quello di agnello e prugne. Devo dire che con questo caldo non mi sarebbe dispiaciuto qualcosa di più fresco però, che diamine, era buonissimo!

I Giardini Bou Jeloud e il quartiere ebraico

Terminato il pranzo ci congediamo con la nostra guida e decidiamo di andare a riposarci in un parco pubblico che avevamo intravisto poco fuori la Medina. Si tratta dei giardini Bou Jeloud, una sosta perfetta per rilassare un po’ il corpo e la mente provati dal caos di Fes.

I giardini si trovano a pochi passi dalla porta Bou Boujloud e grazie a recenti lavori di riqualificazione sono più rigogliosi che mai.

giardini Bou Jeloud

Adiacente al parco sorge il quartiere ebraico El Mellah, sede anche del Palazzo Reale. Da vedere anche se, sinceramente, non ci ha fatto impazzire.

Le ultime ore del pomeriggio decidiamo di spenderle nella Medina con il chiaro intento di perderci per scovare qualche tesoro nascosto. Ci siamo quindi ritrovati inseguiti da gatti affamati o da bambini alla ricerca di spiccioli. Senza la guida veniamo presi sistematicamente di mira dai venditori che cercano in ogni modo di affibbiarci le loro merci. Nonostante la loro insistenza possa essere molto fastidiosa a volte un semplice “No, thanks” se non la completa indifferenza posso trarvi in saldo. Vogliamo rispondere pure a chi ci ha chiesto se il Marocco è pericoloso. La nostra risposta è no, nemmeno per un attimo ci siamo sentiti in pericolo se non quello di trovarci con i portafogli vuoti e le tasche piene di cianfrusaglie inutili.

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Leggi anche ” Il mio bagaglio a mano per 10 giorni in Marocco”

– Matteo –

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