4 giorni a Londra fra classici e luoghi insoliti – seconda parte

Abbiamo visto così tante cose in questi 4 giorni a Londra che concentrarle tutte in un solo articolo era assurdo nonché noioso. Quindi se la prima parte vi è piaciuta e siete curiosi di sapere il resto del nostro itinerario ecco a voi la seconda parte dei nostri

4 giorni a Londra fra classici e luoghi insoliti.

Day Three – 25/09/2018

Good morning folks! Anche oggi Londra ci regala un buongiorno con un bel sole ed un’aria frizzante. Dopo una rapida colazione in hotel (costo 5£) ci accingiamo a raggiungere il quartiere di Greenwich. Celebre, in primis, perché di qui passa il meridiano zero che divide il mondo in Est ed Ovest e poi per la sua storia marittima.

Per arrivare a Greenwich  ci sono varie opzioni, la più suggestiva è sicuramente quella con i battelli che partono dai vari moli di Londra e percorrono il Tamigi oppure, il più veloce ed economico, utilizzando la DLR. Se viaggiate utilizzando la Oyster Card come abbiamo fatto noi infatti il prezzo del biglietto è quello di una normale corsa e, viaggiando in superficie, ammirerete anche bellissimi scorci della città.

Le fermate più comode sono la Cutty Sark oppure l’omonima Greenwich, che si pronuncia Grenic (ho perso una scommessa con Ambra ed adesso le devo un anno di dolci pagati). Noi optiamo per quest’ultima raggiungendo in pochi passi il bellissimo Greenwich Park, sede del National Marittime Museum.

L’ingresso al museo è gratuito e noi non ce lo facciamo ripetere due volte. Già dai primi passi si intuisce la stretta correlazione fra la città e la navigazione. Non mancano quindi oggetti volti a calcolare le rotte delle navi, oltre a manoscritti, modelli di nave e anche varie attività interattive che, se avete bambini al seguito, sapranno sicuramente apprezzare. Il museo è enorme e racconta una storia che va dal medioevo fino alla seconda guerra mondiale. Se siete appassionati di mare e navigazione questo è il vostro paradiso.

national marittime museum national marittime museum

Adiacente al museo sorge la Queen’s House. Se ve lo state chiedendo no, non abita qui la Regina. Lo splendido edificio però, ispirato alla nostra Villa Medicea di Poggio a Caiano, è stato per secoli una residenza per le donne che hanno comandato l’Inghilterra. Oggi è visitabile gratuitamente nonostante gli interni siano spogli di ogni mobilia ma espone un gran numero di opere pittoriche, soprattutto ritratti regali.

Old Royal Navage Collage Vista dell’Old Royal Navage Collage dalla Queen’s House
queen's house scala dei tulipaniScala dei tulipani

Dopo aver mangiato un boccone ad un pub poco fuori Greenwich Park percorriamo la piccola salita del palco che ci conduce all’osservatorio di Greenwich. Finalmente potremmo mettere i piedi sopra il meridiano zero.

Per vedere il meridiano occorre entrare all’osservatorio e, dobbiamo ammettere, il prezzo di ingresso non è per nulla economico: circa 17 euro. Siamo piuttosto titubanti ma poi ci rendiamo conto che questa è un’esperienza che non sappiamo quando potrebbe ricapitarci quindi mettiamo mano al portafogli e paghiamo l’ingresso. Tra parentesi, qualora aveste il London Pass il biglietto d’ingresso è gratuito!

Appena entrati veniamo dotati di un’audioguida, disponibile anche in italiano, che ci spiega passo per passo gli studi che hanno portato alla determinazione della longitudine del mare e quindi del primo meridiano. Il percorso museale però è molto complesso. Vengono trattati temi come la misurazione del tempo, i moti di rivoluzione dei pianeti del sistema solare, le implicazioni politiche che derivarono dalla determinazione del meridiano e molto altro. Ovviamente la parte più ambita della visita è quella al meridiano zero, preso da assalto da tutti i visitatori. Beh, anche noi non abbiamo resistito a farci una foto sopra la linea immaginaria.

meridiano zero a greenwich

Inoltre dall’osservatorio si gode di una vista pazzesca sul Canary Wharf di Londra e sull’Old Royal Navage Collage. Edificio, quest’ultimo, che ha contributo a porre Greenwich fra i patrimoni dell’umanità UNESCO.

canary wharfCanary Wharf, il quartiere finanziario di Londra

Prima di rientrare a Londra facciamo una tappa ai piedi della Cutty Sark. L’immenso veliero che nel XIX secolo solcava i mari fra l’Inghilterra e le Indie per il commercio del tè e della lana. Dal 1954 è stato esposto al pubblico per molti anni fino al 2007 quando un grave incendio danneggiò gran parte della nave. Dopo attenti lavori di restauro il veliero è tornato ad aprire le proprie porte ai visitatori nel 2012.

cutty sark

Torniamo a Covent Garden per fare un giretto fra i negozi e ci imbattiamo, a detta degli stessi londinesi, nel luogo più instagrammabile di tutta la città. Si tratta di un piccolo cortile che risponde al nome di Neal’s Yard dove sorgono negozi e locali con la caratteristica di avere muri, balconi e finestre dipinti di colori sgargianti. Un posto perfetto se volete fare i fighi su Instagram.

Neal's Yard

In Italia saremmo arrivati all’orario perfetto per l’aperitivo ma qui siamo a Londra e, a quest’ora, si fa l’Afternoon Tea. A tutti viene in mente il classico tè delle cinque ma l’Afternoon Tea è qualcosa di più. La sua nascita è dovuta a tal Duchessa Anna Russel che, fra il pranzo e la cena, veniva sempre colta da un languorino ordinando così ai suoi servi di servirle insieme al tè stuzzichini e dolcetti per placare la fame. Presa dalla noia la duchessa iniziò ad invitare a corte amiche e amici per gustare insieme lo spuntino. L’idea piacque così tanto che, da allora, si diffuse in tutta Londra.

Ma dove fare l’Afternoon Tea a Londra?

Di locali che propongono questa iniziativa ce ne sono moltissimi ma, la maggior parte, a costi davvero esosi. Abbiamo trovato un buon compromesso alla pasticceria Valerie di Piccadilly, 25 £ in due.

Oltre ad una vasta selezione di tè fra cui scegliere ci viene servita un alzata a tre piani con quattro varietà di tramezzini, panini al burro ed alle noci da gustare con marmellata e un piano dedicato esclusivamente ai dolci fatti in casa. Il tutto in monoporzioni. Abbiamo mangiato a sazietà rinunciando così alla cena. Prima di andare a letto però una birra in uno dei tanti pub di Soho non potevamo certo farcela mancare!

afternoon tea pasticceria valerie piccadilly afternoon tea pasticceria valerie piccadilly

Day Four – 26/09/2018

Ed eccoci arrivati all’ultimo dei nostri 4 giorni a Londra. Di solito le ore prima della partenza per il rientro veniamo sempre presi da una leggera malinconia ma non questa volta. Il nostro volo Ryanair era alle 20:05 ed avevamo quindi un bel po’ di tempo per visitare qualche altro spicchio di Londra.

Ci svegliamo presto, prima anche rispetto agli altri giorni, e la prima cosa che facciamo è lasciare i nostri trolley al deposito bagagli di Vittoria Coach Station. 5,50 £ a testa per tutta la giornata.

Con la metro scendiamo a Kensington, uno dei quartieri più lussuosi ed esclusivi di tutta Londra. Anche le panchine lungo le strade hanno un nonsoché di regale. Il nostro obbiettivo non era però quello di ammirare quanto siano ricchi gli abitanti di Kensington bensì l’Holland Park.

A prima vista questo parco sembra non offrire niente di più di altri giardini ma se ci si addentra fra le sue stradine sarà come viaggiare per migliaia di km. Lontano dal traffico e dai fastidiosi rumori della città c’è un angolo di pace e tranquillità ispirato al Giappone che risponde al nome di Kyoto Garden.

Alcuni cartelli ci invitano a fare silenzio per non disturbare la quiete del luogo ma fidatevi che non ve n’è bisogno. Questo giardino trasmette una pace che non sentirete il bisogno di aprir bocca. Se non per ammirare sbalorditi i bellissimi pavoni che passeggiano liberi, tuffando la testa nel laghetto per rinfrescarsi, o per udire lo scorrere della piccola cascata. A fare da contorno poi gli arredi in perfetto stile giapponese rendono questo posto davvero unico.

kyoto garden kyoto garden

Dal Kyoto Garden ci spostiamo ai vicini Kensington Gardens, uno dei tre parchi reali di Londra (gli altri sono Green Park e St. James Park). Fino a 200 anni fa questo parco era il giardino privato del Kensington Palace. Ci rilassiamo sdraiati sull’erba a goderci un bel sole che finalmente era riuscito a far risalire le temperature. Nonostante i giardini fossero pieni di gente vi regnava una tranquillità irreale. Quanto adoriamo i parchi di Londra.

kensington garden kensington garden

La fame inizia a farci sentire ed avendo ancora un po’ di tempo prima della partenza ci dirigiamo a Portobello Road. Non troviamo la folla che usualmente invade questa via durante la settimana e possiamo così sbirciare indisturbati nei negozi e nelle bancarelle specializzate in oggetti vintage. Pranziamo al volo presso uno dei tanti baracchini di street food ed andiamo alla ricerca delle classiche casette colorate di Notting Hill.

Rimango sconcertato nel notare che molte di quelle che avevo visto la prima volta a Londra sono state adesso dipinte completamente di bianco. Ma perché? Erano tanto suggestive!

E con questa domanda si concludono i nostri 4 giorni a Londra fra classici e luoghi insoliti. Con i piedi doloranti ma felici di aver realizzato un itinerario perfetto per visitare la capitale inglese senza spendere un leasing e visitando molti luoghi interessanti.

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